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Scritto da Cinzia Galletto

Da quando avevo tre anni sono nel mondo del movimento. Il mondo del movimento mi ha avvolto nella sua sfera già al compimento dei tre anni. Da ex ginnasta, ho sperimentato varie forme di attività fisica, cercando sempre di sfidare il mio corpo in ogni suo limite.
Sedici anni fa, mentre mi preparavo per una competizione di aerobica competitiva, ho conosciuto il Pilates e, da quel momento, la ricerca sulle potenzialità del mio corpo ha avuto una svolta importante.
Ho compreso che avere una mente focalizzata su ciò che deve fare il corpo permette di aumentare la performance e, soprattutto, di limitare gli infortuni!

Faccio un passo indietro.
Nei 16 anni di studio del metodo Pilates ho conseguito varie certificazioni con diverse scuole riconosciute ma, dato il mio background, alla fine di ogni formazione, mi mancava sempre qualcosa seppur non capissi bene cosa.
Nel 2007 ho avuto l’onore di incontrare e studiare con Ron Fletcher, uno degli allievi che studiò per più di 20 anni con Joe Pilates, e lì ho capito di essere nel posto giusto e con la persona giusta: stavo sperimentando il movimento in ogni sua accezione e mi stavo anche divertendo nel farlo poiché, come diceva Ron Fletcher:

[quote]“Movement should be approached like life, with enthusiasm joy and gratitude for movement is life and life is movement and we get out of it what we can put to it”.[/quote]

Ho intrapreso così l’avventurosa e splendida formazione completa Fletcher Pilates®, un anno di studio e pratica molto intenso, viaggi andata e ritorno costanti a Londra, allenamenti intensi sfidando i propri limiti ed uscendo sempre dalla zona di confort, studio della teoria e dei movimenti, esami da due o quattro giorni ed il tutto in seconda lingua che all’epoca non era proprio il mio forte!

Alla fine ce l’ho fatta ed ho passato l’esame finale (di 12 lo abbiamo passato solo in 4!) e a maggio 2011 sono andata a Tucson per festeggiare i 90 anni di Ron Fletcher partecipando alla prima Fletcher Pilates Conference: un evento che mi è rimasto nel cuore, non solo perché è stata l’ultima volta che ho fatto lezione con Ron Fletcher, ma perché in quell’occasione sono stata investita, con mia grande sorpresa ed onore, della carica di Fletcher Pilates Faculty ossia formatrice per la scuola Fletcher Pilates (insieme al mio socio e ad una collega londinese siamo solo 3 in tutta Europa).

Un grande onore ed una grande responsabilità, ma voi direte: “ok, ma che c’entra tutto questo con la Pole Dance?”

Scusate la lunga premessa ma era necessaria per arrivare a questo punto. Sono sempre stata una buona performer, buona flessibilità, discreta forza, elegante nei movimenti, ma Ron Fletcher e Kyria Sabin (la direttrice della scuola dopo che Ron ci lasciò nel dicembre 2011) mi hanno sempre fatto un appunto “Cinzia sei bellissima e hai completamente compreso da dove parte il movimento, ma devi lasciarti andare!”

Lasciarmi andare? ….. Sembra facile, ma se devi controllare ogni fibra del tuo corpo, come fai a lasciare andare? Ci ho messo 3 anni a cercare cosa poteva farmi capire come controllore il corpo, ma lasciarlo andare in modo che il movimento prendesse forma. Ho studiato flamenco, Tai chi, wu-shu, ma nessuno di questi mi ha aiutata a sentire cosa dovevo fare con il corpo e con la mente.

Un anno fa, cercando e ricercando, ho conosciuto Raffaella Montanari, la mia insegnante di pole, ed ho iniziato il mio nuovo viaggio. Grazie ai suoi insegnamenti ho capito come poter lasciare andare il corpo e, nello stesso tempo, grazie alle conoscenze date dal Pilates, poterlo controllare rendendo il movimento pulito ed evitando di farmi male.

Andando lezione ed osservando le mie compagne (deformazione professionale) ho notato quali erano le problematiche più comuni: tendiniti, male alle spalle, posizioni invertite che non vengono, mal di schiena, etc… e così ho iniziato a studiare nel mio “Atelier Pilates” (Rimini), prima su me stessa poi su alcune compagne di corso, cosa il Pilates poteva fare per aumentare la performance nella pole. Joe Pilates per primo ha lavorato al circo e ai giorni nostri l’insegnante di Pilates Julian Littleford è stato preparatore degli acrobati del Cirque du soleil.

Ho messo insieme tutte queste conoscenze ed è venuto fuori un buon carnet di esercizi su cui lavorare utilizzando sia i grandi attrezzi (favolosi ma che, ovviamente, fanno parte di un lavoro meno accessibile economicamente poiché trattasi di sedute private singole con l’insegnante) sia utilizzando il classico Matwork, ma, soprattutto le tecniche esclusive Fletcher Pilates® quali il Fletcher Towelwork® e Fletcher Floorwork®.

Il primo è stato sviluppato dal Pilates Master Ron Fletcher negli ultimi 40 anni ed è un caposaldo della tecnica Fletcher Pilates®. E’ stato creato per la stabilizzazione e l’equilibrio del cingolo scapolare in postura eretta e durante i movimenti della parte alta del corpo. Il Fletcher Towelwork® è perfetto per le polers che devono rinforzare le preziose spalle e, soprattutto una volta imparati gli esercizi può essere la base di un programma di esercizi anche casalingo. Un programma Fletcher Towelwork® va da semplici movimenti di stabilizzazione ad esercizi complessi ed a stimolanti sequenze di movimento. I benefici primari di questa tecnica sono:

  • L’aumento della stabilizzazione del cingolo scapolare per le tenute;
  • l’aumento dell’espansione del torace e la lunghezza dei muscoli anteriori della spalla per migliorare le prese cinesi e inverse;
  • la correzione della postura in avanti della testa;
  • l’aumento del “range of motion” della colonna toracica e cervicale;
  • la preparazione per il cingolo scapolare alla sopportazione di carichi.

Gli studi di Ron Fletcher con Yeichi Nimura, Martha Graham e Agnes De Mille hanno dato vita al Fletcher Floorwork®. Il matwork originale è una serie di esercizi caratterizzata da flessibilità, forza, allineamento, controllo, movimenti fluidi e respirazione. Il Fletcher Floorwork® esplora questi esercizi in un’attenta e creativa espressione che parte dalla struttura classica.

Le meccaniche base del movimento della colonna vengono mantenute in semplici modelli di esercizi. Questi modelli sono stati sviluppati attraverso l’esplorazione del respiro, dimensione e qualità del movimento. La creatività permette all’insegnante di incontrare le necessità di ogni poler e di poter progredire con il materiale ad esercizi più originali e difficili.

Ron diceva che un buon programma di movimento come questo stimola la risposta mente-corpo e la rende più veloce. La presentazione del movimento con il respiro permette a semplici esercizi di divenire un’espressione artistica che eleva lo spirito attraverso la gioia del movimento.

Che posso aggiungere? Come può non essere un buon alleato per la nostra amata Pole dance? I benefici primari di questa tecnica sono:

  • Il miglioramento del movimento inter-segmentale della colonna permettendo così di migliorare tutte le figure;
  • il rinforzo dei muscoli della colonna e delle estremità = eleganza nei movimenti;
  • l’aumento della flessibilità controllata;
  • l’insegnamento della consapevolezza del centro e del corpo nello spazio;
  • l’impiego di modelli di movimento per stimoli cognitivi;
  • l’aumento della consapevolezza spaziale attraverso cambi di direzione e l’utilizzo dello sguardo che a noi poler serve moltissimo: pensate a quando siamo a testa in giù e non riusciamo a capire quale gamba o quale braccio muovere!

Ed ecco qua come è nato il Pilates4Pole.

Le ragazze che hanno provato hanno sentito la differenza e trovano che il condizionamento muscolare ottenuto attraverso gli insegnamenti del Pilates ha dato loro una chiave per potersi muovere più efficacemente ed efficientemente durante le lezioni di Pole Dance e, aggiungo io, in modo biomeccanicamente corretto in quanto fare movimenti dal punto sbagliato di reclutamento muscolare diventa molto più dispendioso e, nella pole, sappiamo che più riusciamo a preservare le energie e più possiamo fare combinazioni creative in sicurezza.

Se volete avere più informazioni potete seguirsi sulla mia pagina facebook Atelier Pilates o direttamente sul sito internet.

 

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