Esistono varie categorie di pole dancer e ce ne aveva parlato Zombina nel suo articolo “E me la chiamano addiction…”. Ma questo post che ci ha mandato Francesca per partecipare al concorso per vincere un biglietto per il Pole Dance Passport Training Days, ci ha fatto morire dal ridere e naturalmente lo abbiamo pubblicato.

Le ossessivo-compulsive

Quelle che dopo la lezione di prova hanno dato fuoco al divano per poter montare il palo in salotto. Vivono nella scuola di pole dance e conoscono in ordine alfabetico il nome dei vari trick. Si allenano 15 ore a settimana. Passano in un mese dal livello base all’avanzato. Il fidanzato in cerca di attenzioni si pittura di bianco sperando di assomigliare a un thepole ma l’unico commento che riceve è “teso’ non hai abbastanza grip”. Hanno ventotto completini coordinati che bilanciano perfettamente la sensualità con le esigenze delle prese. E come una neomamma ti mostrano le foto sul cellulare con gli occhi che luccicano facendoti vedere che finalmente gli è uscita la fantomatica figura che stavano provando da settimane.

Le groupies

Sono state trascinate a pole dance dalla loro migliore amica. Dopo la lezione di prova hanno sperimentato una specie di sindrome di Stoccolma mista ad acido lattico. La loro massima ambizione agonistica è riuscire a pelare una banana spezzando al centimetro le due estremità nere. Quando riescono a fare il primo fireman si illuminano per poi spegnersi inesorabilmente quando si arriva all’upside down. Troppo sbatto. Troppa fatica. Troppo male. Ed è come dover lasciare un fidanzato che pensa che tu sia la donna della sua vita e per te sia lo stesso. “Guarda Chiara, carina la pole eh. A te viene tutto benissimo continua così. Ma io vorrei smettere di sembrare un dalmata e riprendere possesso del mio interno coscia per sempre”. Polers semestrali.

Le superteens

Ora non voglio sembrare cattiva. Lo dico con affetto riguardando indietro la me sedicenne di allora. Ma la sgami subito quella che fa pole per poterlo dire in giro. Quella che non vede l’ora di poterlo far sapere a tutti i ragazzi della scuola. Si riesce a fare i selfie con la bocca a culo di gallina nelle prese in cui di solito uno per lo sforzo ha la stessa faccia di quando è seduto sulla tazza. Alle lezioni è sempre pettinata, truccata e a volte convince le amiche a venirla a vedere. Sono amiche che non avranno mai il coraggio di provare ma aiuteranno a diffondere la voce che lei fa pole. Su facebook hanno solo foto di loro che fanno pole e didascalie fintomodeste del tipo “so che non è un gran che”, “devo ancora migliorare tanto” e venticinque commenti di complimenti a cascata. Aspettano con ansia di avere nuovi lividi da poter mostrare in giro.

Le tispiezzoindue

Si sono ammazzate per anni in palestra prima di scoprire per caso come poter far fruttare in maniera aggraziata tutti i loro muscoli. Loro con l’ironX ci salgono tutte le mattine sull’autobus. Quando dividi con loro il palo è come vedere il dottor Banner (tu) e l’incredibile Hulk (loro) che coesistono nello stesso spazio. Sono le compagne migliori durante l’assistenza perché sai che il tuo culo – nonostante i tuoi addominali inesistenti – verrà issato a mo’ di bandiera dei pirati da due braccia forti che non sono certo le tue. Dopo due lezioni si arrampicano sul palo tipo catwoman e riescono a mantenere le posizioni più incredibili per interminabili minuti chiedendo docilmente all’insegnante “poi da qui cosa devo fare?”. A te esce una vena varicosa su un polpaccio. Loro sono comode come su una poltroncina imbottita all’ora del the.

E poi, ci sono io

Con il sex appeal di una fetta di bresaola su un letto di rucola. Sportiva come Tutankhamon dopo l’imbalsamazione. Meno aggraziata degli ippopotami col tutù della Disney. Con la forza di una zanzara dopo che l’hai spalmata sul muro con una ciabatta.
Metto i tacchi solo ai matrimoni (sì, sono io quella che nasconde i piedi nudi svaccati sotto la tovaglia del ricevimento) e ho delle deliziose culotte tipo mutanda contenitiva comprate in offerta alla coop (due paia tre euro!).
Nella pole supero di mezza tacca il livello “guardabile”, ci metto mesi a imparare le cose e mi sento sicura a testa in giù solo se ci sono cinque persone a braccia tese, un materassone, spiderman pronto a sparare la tela e la mia famiglia che dice un rosario.
La mia classe di pole mi vuole bene e mi conosce come quella “cado-muoio-cheminchiadimale-stocazzochelofaccio-numerosealtreparolacce”.
Per me la pole è risate e amiche. È difficile e dolorosa. Quanto l’ho sudato quel maledetto gemini. Quanto son storte le mie punte e piegate le mie braccia. Ma chissene, non smetterei mai.

Ho sfogliato e risfogliato il Pole Dance Passport per capire il mio livello. Qualche figura nei mesi da quando è uscito l’ho conquistata. Di molte altre ho l’intenzione ma non è proprio la stessa cosa (cioè, mettete i Sepultura a cantare Mina, il testo della canzone potrà anche esser quello…però..).

Sono intermedia: a metà tra i buoni propositi e i risultati rachitici.

 

Ti ci sei ritrovata o hai ritrovato le tue amiche? Allora condividi l’articolo e divertiti con loro a scovare le vostre compagne di corso.

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