Dunque, premesso che quest’articolo parla vis a vis con le pole dancers, dovete scusarmi ma non mi sprecherò tantissimo a renderlo comprensibile al mondo intero. Questo perchè la passione che portiamo nel nostro grembo vuole prevalentemente essere condivisa con i propri simili.
L’iter inizia con le prime sconfortanti lezioni, momenti in cui la neofita ha un’autostima veramente bassa e l’unica tartaruga che conosce, è quella marina. Si introduce però una certa curiosità che serpeggia dalle scarpe con tacco arrangiato ed un abbigliamento un pò coprente, sino ad introdursi nella borsa da palestra allestita secondo criteri di logica comune. Le lezioni a seguire sono un tripudio di “provo”, “aiuto” ,”non ce la faccio”. Ecco queste ultime parole scatenano l’ira funesta delle pole dancers insegnanti. Vi siete chieste perchè? Perchè le pole dancers sono il risultato del non aver mai ascoltato un “non ce la faccio” spingendosi oltre la soglia di dolore e oltre ciò che sembra impossibile. E’ proprio così cari lettrici/lettori. E’ da qui che le ragazze prendono il via e non pensano più a quello che sono in grado di fare ora, bensì a quello che potrebbero essere in grado di fare allenandosi costantemente. Questa è la fase che io chiamo “I’M INTO IT” .

Da questo punto in poi le pole dancers imparano i nomi dei tricks, cominciano a pensare seriamente di voler un palo in casa e lottano quotidianamente con un mostro chiamato “V”. Guardano su youtube i video dele professioniste e sognano cominciando a crederci….E’ follia? Forse. O solo consapevolezza dei propri mezzi.L’abbigliamento: eh già, perchè anche questo cambia, diventa succinto e con scritte che colonizzano le culotte “strong is sexy”, “avec passion” e così via. Se siete arrivate sino a qui…beh, sappiate che state entrando nel tunnel della dipendenza da pole! Inizierai a sognare tricks mentre vai a lavoro guardando il palo-sostegno della metropolitana, non vedrai l’ora che finisca la giornata lavorativa per scaraventarti a lezione su tacchi vertiginosi che nel frattempo avrai provveduto a comprare. Intanto la tua alimentazione sarà cambiata, evitando schifezze e mangiando più sano…ti stai preparando alla fase ” WAY OF LIFE”.

Ecco, ci sei. sei nel tunnel, è ufficialmente ADDICTION e non ci puoi fare niente se a un mazzo di fiori preferiresti una scatola di dry hands oppure un bel completino di Bad Kitty Exotic Wear. In questa fase, diventano più rare le lezioni “sexy” e più assidue le lezioni “gym”. Personalmente ritengo di essere in questa fase e sono felice che l’allenamento sia entrato a fare parte del mio quotidiano: in casa, al parco, ovunque si possa.

Procedendo diritte e filate su questo tortuoso sentiero giungerete non senza lividi ( ma con estrema soddisfazione) alla fase ADVANCED. Attenzione, all’interno di questa fase le ragazze sono ormai ad alto livello e la pole gli è entrata fin sotto la pelle tanto da essere ben interpretata per la maggior parte dei tricks. Feste e serate a tema pole non mancano e nemmeno camp e quant’altro. Ma come avrebbe detto Corrado….non finisce qui.

Da advanced a PROFESSIONAL il passo non è breve ma si fa. E in questa fase quasi tutti i tuoi sogni da pole dancer sono diventati realtà, ma più che mai si sente che è il momento di migliorarsi ancora e ancora! Rimane poco da insegnare nelle varie scuole a questo livello, ma le PROFESSIONAL sono agguerrite e grazie a video, workshop e allenamenti tosti progrediscono e regalano emozioni ai Campionati.

In ognuna di noi c’è una pole dancer che aspetta solo di essere scoperta, con un pò di dolore, qualche livido e tanta fatica. Siete pronte????!!!!!

 

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