Criticato da molti perché considerato troppo ginnico, fino a ieri il pole sport veniva paragonato alla ginnastica con una connotazione molto negativa: quello di essere sterile. I recenti campionati mondiali ci confermano ancora una volta che non è così e anzi il lato artistico conta al pari di quello sportivo.

Il Pole Sport è lo sport più vicino all’arte pura, che comprende tuttavia due parti molto distinte tra loro ma molto vicine, tanto che un buon esercizio di pole, se è carente di una di queste due parti, non sarà perfetto. Parliamo della parte sportiva e la parte artistica

  • la  parte sportiva consiste nell’eseguire una serie di esercizi atletici, di tricks, di combo ecc. puramente tecnici dal punto di vista strettamente atletico;
  • la parte artistica consiste nel mantenere una costante armonia del corpo mentre si esegue la parte tecnica e non solo quella; infatti se un solo riflesso viene a mancare, se l’equilibrio viene perso per un solo istante, se l’armonia viene rotta, si compromette la riuscita dell’intero esercizio e si perdono preziosi decimi di punto.

Nell‘esercizio al suolo (floor work) e sul palo, la pole, non è soltanto una specialità sportiva, ma è anche una comunicazione gestuale dello stato d’animo e del temperamento dell’atleta: essa nella sua essenza artistica racchiude quella gestualità che esprime armonia e senso ritmico attraverso la rappresentazione esteriore del temperamento e dei sentimenti umani.

Il corpo che si muove sul palco, su o giù dal palo, segue sempre un determinato ordine cinetico che si svolge in rapporto al tempo ed allo spazio mediante la ritmicità dei vari movimenti, e nel complesso si plasma in figurazioni estrose e piene di vitalità.

A regolarne i criteri di base, il Codice lnternazionale dei Punteggi (COP) della International Pole Sport Federation (IPSF), nelle gare, ha stabilito che la valutazione di questa parte dell’esercizio rientra nella parte della combinazione, della transizione. Per cui tale studio coreografico rappresenta oltre che una possibilità espressiva, anche una necessità che rispetti le disposizioni del COP e magari quell’indispensabile accorgimento che assicuri la realizzazione di un esercizio di pregio.

A tale proposito si ricordi che secondo il COP la routine, deve essere combinata da un insieme di movimenti ritmici e armoniosi (collegamenti) con I’alternarsi di altri eseguiti con tecnica ed elasticità, da posizioni statiche di forza o di equilibrio, da salti e da flicflac se il background dell’atleta è ginnico, da danza pura se l’atleta proviene da quel mondo. Insomma, qualunque sia il tuo passato, il risultato artistico non cambia, si deve sempre trovare il modo di collegare in maniera fluida, artistica e armoniosa, la parte coreografica.

La superficie dello stage, deve essere utilizzata in tutte le direzioni, toccandone (se possibile) tutti e quattro gli angoli. Per quanto riguarda i movimenti coreografici che l’atleta sceglie per la sua coreografia, tutti gli esercizi elementari del tronco, della testa, delle braccia, delle gambe, mani e piedi, dovranno essere eseguiti secondo i principi della tenuta ginnica o della danza (a seconda di che tipo di coreo si esegue), conformi alla tecnica di base della disciplina da cui si proviene o si prende spunto. Questo significa che se voglio eseguire i Fuettès nel mio floor work, dovrò eseguirli con la tecnica giusta prevista dalla danza, stessa cosa vale per i salti acrobatici che dovranno essere eseguiti con la tecnica giusta della ginnastica.

Con la coreografia e l’interpretazione personale del movimento, per ciò che riguarda l’estetica e l’espressività dell’atleta, nell’esercizio si esegue tutta la parte riguardante i collegamenti (transizioni), che è determinante ai fini di una buona e completa votazione finale. Il collegamento o transizione in un esercizio ha lo scopo di unire due o più sequenze (tricks) sul palo, oppure due elementi acrobatici (floor work) a terra e “trasformare” tutto questo, in una singolare trama che risponda alle esigenze di “combinazione” (transizione) del Codice Internazionale dei Punteggi.

Si potrebbe verificare, infatti, che in due atleti (poler) di eguali capacità tecniche e in possesso dello stesso bagaglio di difficoltà acrobatiche a terra e sul palo, si evidenzi una differenza solo nella coreografia e nelle transizioni, per cui si aggiudicherà Ia vittoria colui che avrà meglio impressionato i giudici per estro e originalità delle combinazioni. Un buon collegamento per un atleta rappresenta la lucentezza che una pietra preziosa emana per merito di un buon taglio. Inoltre, l’atleta può manifestare eleganza, forza e disposizione a correre dei rischi, unitamente alla presentazione di un numero illimitato di movimenti, di combinazione e idee, solo se ogni gesto è collegato in modo funzionale e personale (originale).

Ogni elemento di un esercizio deve succedersi nel tempo con una precisione e una regolarità propria di un accurato studio coreografico, secondo il quale il corpo dovrà muoversi nello spazio in modo razionale ed equilibrato, assumendo forme eleganti ed espressive che ne valorizzino la successione cinetica degli elementi. L’atleta potrà collegare Ie varie azioni motorie rispettando i propri ritmi biologici e i propri schemi motori o postulari solo seguendo le regole delle condotte motorie di base e applicandole poi in forma personale ed esteticamente armoniosa.
Attraverso la coreografia ogni poler, quindi avrà la possibilità di esprimere il ritmo, il brio, l’espressività, I’armonia: semplicemente la propria personalità artistica e atletica.

Osservando e giudicando tantissime competizioni in giro per il mondo, non ho potuto fare a meno di notare che dal punto di vista puramente formale e con il continuo arrivo nelle gare di ex ginnasti/e o acrobati, la tradizione culturale della pole al suolo e sul palo, si evolve continuamente in una serie di movimenti acrobatici e di poche posizioni statiche, strutturati secondo regole biomeccaniche scoperte da chi, tali movimenti, li ha eseguiti per la prima volta e applicati all’attività motoria della pole in forma personale (ad esempio il movimento Wenson al suolo, base di tanti elementi sul palo e di floor work).

Definite le regole di base, generalmente dettate da principi di fisica, ogni movimento è stato poi eseguito in forma personale e l’insegnamento viene effettuato seguendo precise tappe di apprendimento.

Il vero artista nel pole sport, allora, non sarà colui che tenta di copiare avvicinandosi il più possibile al modello che resta quasi un’astrazione, ma colui che nel dare vita al corpo che si muore nello spazio, ne personalizza il disegno, ne manifesta l’espressività adattando l’atto motorio al proprio ritmo biologico, alla propria struttura fisica, al proprio background,  sempre dando la propria interpretazione estetica:

[quote]Un braccio che si alza non è mai un elemento semplicemente decorativo, ma ha un ruolo significativo, legato alla dinamica del corpo che si muove nello spazio.[/quote]

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