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Lei è Alessandra Marchetti e non credo servano molte presentazioni. Chiunque si sia avvicinato anche solo da poco al mondo della pole dance, avrà sicuramente sentito parlare di lei. Ginnasta e ballerina sin dalla più tenera età è approdata alla pole dance nel 2010, a 35 anni, e nel 2013 è stata eletta Campionessa del Mondo di pole sport. La sua carriera vanta innumerevoli posizionamenti in campionati a livello mondiale ed è sicuramente tra le pole dancer che portano alto il nome dell’Italia nel mondo. La sua storia personale e sportiva è uno splendido esempio di come non sia mai troppo tardi o di come non vi siano ostacoli talmente grandi da impedirti di ottenere quello che vuoi. Almeno questo è quello che Alessandra mi trasmette e sono felice che abbia accettato di scambiare due chiacchere con me.

Parlaci dei tuoi esordi e di come ti sei avvicinata al mondo della Pole Dance.

Ho conosciuto la Pole Dance per caso, perché insegnavo fitness in una palestra dove aveva appena aperto una scuola di pole! La titolare e insegnante di quella scuola era una persona che conoscevo già dal mondo del fitness e della ginnastica, Titty Tamantini, e questo mi ha rassicurata sulla serietà della scuola e sul modo di rappresentare questa disciplina. Ho provato ed è stato amore a prima vista!

Che cosa ti contraddistingue, secondo te, quando sei sul palo?

Credo che le mie caratteristiche siano la pulizia di ogni movimento e la leggerezza. Ho lavorato molto per coltivare ed accentuare queste caratteristiche già presenti in me e lo stile pulito e ginnico che mi caratterizza credo sia il mio punto di forza, nonostante da qualcuno possa essere criticato.

Come definiresti il tuo stile?

Come ho già detto il mio stile potrebbe essere definito ginnico, e questo mi piace. Vengo dalla ginnastica e la amo molto.È comunque una forma di espressione corporea e può trovare un’evoluzione in senso artistico se si lavora sulla musica e l’espressività facciale. Pulizia (controllo del corpo) del movimento e musicalità.

Quali sono, a tuo parere, le qualità che non dovrebbero mancare in una brava pole dancer?

Pulizia (controllo del corpo) del movimento e musicalità.

Quante ore ti alleni alla settimana?

Dalle 6 alle 8 ore credo, ma dipende da cosa bolle in pentola!!!

Come si struttura la tua routine dall’allenamento?

Parto dal riscaldamento ovviamente, fondamentale e sempre un po’ più lungo all’aumentare dell’età e degli acciacchi! Poi inizio a salire sul palo con mini routines di forza e salite per completare il riscaldamento e poi finalmente inizio a lavorare sugli elementi che mi prefisso in ogni allenamento. A meno che io non abbia una routine da provare per qualche show.

Parlando di alimentazione invece, segui una dieta particolare?

Più che una vera dieta, cerco di mangiare sano per abitudine, perché è davvero difficile allenarsi ad alti livelli, con qualcosa di pesante sullo stomaco!

Il tuo trick preferito e quello invece che odi o hai odiato più di tutti?

Il mio trick preferito è quello che chiamo “turn of death”, il giro della morte!!!Gli ho dato io questo nome perché mi sembrava di morire mentre lo provavo! È  una verticale di forza con passaggio dalla squadra, con una mano al palo, eseguito dal mio idolo Yulia Bozina. Direi però che è anche il trick che odio di più nello stesso tempo, per la grande forza e tecnica che richiede!

alessandra marchetti foto

Ti va di parlarci del metodo polexgym? In cosa consiste e su quali basi si fonda?

Il metodo Polexgym è stato creato da Titty Tamantini ed è un metodo di insegnamento della Pole Dance che si fonda sul principio secondo cui, con una didattica fortemente strutturata e precisa, tutti possono avvicinarsi alla pole imparando e divertendosi senza farsi male. Il metodo si basa su un riscaldamento funzionale codificato, allenante e divertente e si avvale di una progressione nella spiegazione dei passi, dai più semplici ai più avanzati, molto chiara e precisa. La scuola Polexgym si avvale di questo metodo, che tutte le insegnanti seguono, e fonda il suo successo proprio sulla serietà della preparazione di tutte le insegnanti.

Nel 2013 sei stata eletta Campionessa del mondo di Pole Sport. Cosa si prova a prendere parte, e a vincere, una competizione tanto importante?

Difficile descrivere a parole un’emozione così grande….è stata la prima e forse unica volta nella mia vita in cui ho creduto davvero e fino in fondo in me stessa. Ho avuto dal primo momento la convinzione di potercela fare e ho sentito che non avrei accettato nessun altro risultato che la vittoria. Ho lottato come mai ho fatto nella mia vita, perché volevo quella medaglia più di ogni altra cosa al mondo. Tutti gli spettatori presenti in quella sala hanno sentito la mia rabbia e la mia voglia di vincere. Un punto d’arrivo e di partenza allo stesso tempo. Una gioia infinita!

Sappiamo che di recente sei stata costretta a sottoporti a un brutto intervento. Ti va di raccontarci la tua esperienza?

Niente di serio per carità! Ho dovuto solo togliere dei fibromi nell’utero, purtroppo frequentissimi nelle donne sopra i 30 anni. Ne avevo uno di 7 cm e per questo ho dovuto subire un taglio cesareo che mi sta dando qualche noia in quanto la sensibilità del mio addome è al momento un po’ compromessa. Per questo ora mi sento un po’ insicura sula palo, anche se sono fiera di essere tornata in allenamento dopo soli 33 giorni dall’operazione!!! Ora devo solo lasciare il tempo al mio addome di riacquistare la sensibilità che aveva prima.

Quanto il pensiero di poter tornare ad allenarti ti è stato utile durante la degenza

In realtà non ho avuto una vera e propria “degenza” se si intende stare a letto e riposare! Ho ripreso a lavorare subito, senza muovermi ovviamente, ma preparavo coreografie dirigendo allenamenti con atleti élite (cosa più semplice perché non serve mostrare loro i tricks) e questo non mi ha fatto sentire la mancanza del lavoro che amo! Ma tornare sul palo attivamente è stata una gioia grande!!

Cosa ti sentiresti di dire alle donne, pole dancer e non, che magari stanno attraversando un brutto periodo o affrontando una malattia?

Questa è una domanda davvero tanto difficile… auguro a tutti di non dover mai passare momenti così, ma nello sventurato caso, di tenere duro, perché la pole insegna a non arrendersi mai e questo prezioso insegnamento lo ritroviamo utile in tutte le circostanze, specialmente le più avverse, della nostra vita.

 

Potete seguire Alessandra sulla sua pagina Facebook.

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