Mia nonna e la Lap Dance | London, the Pole and Me

da | Ago 30, 2015 | Lifestyle

Cosa c’entra mia nonna con la Lap Dance? Assolutamente niente.

Mia nonna era una signora bellissima ed elegantissima, molto a modo, sempre cortese, pudica, con molti tabù. Non l’ho mai sentita dire una parolaccia in 30 anni. Le volevo un gran bene e mi manca molto ancora oggi.

Mi ricordo che quando avevo 15 anni, a Natale, i nostri vicini di casa erano venuti a salutarci. C’erano anche i loro figli, due bei ragazzi un po’ più grandi di me, con cui ero cresciuta e che consideravo un po’ i miei fratelli maggiori. Mio padre, fissato con le foto, decise di fare una foto per ricordare quel momento ed io ebbi la malagurata idea di sedermi sulle ginocchia del figlio maggiore per la durata dello scatto: circa 5 secondi.

La sera, mia mamma mi fece notare che mia nonna non aveva gradito il mio gesto ardito e aveva ritenuto “non per bene” il fatto che io avessi appoggiato il mio di dietro sulle ginocchia di quel ragazzo. Mi ricordo che io rimasi un po’ perplessa, ma lasciai cadere la cosa.

E a distanza di 20 anni da quel giorno, oggi mi chiedo cosa abbia pensato mia nonna di me da lassù  quando qualche mese fa mi sono ritrovata un po’ per caso in una classe di Lap Dance, perché  infatti “sitting on someone’s lap” vuol dire proprio sedersi sulle ginocchia/cosce di qualcuno e la Lap Dance è la danza sensuale che si fa avvicinandosi, appoggiandosi o solo sfiorando il “lap” del “cliente” come ha tenuto a precisare l’insegnante che si è presentata come una ex stripper con esperienza internazionale.

Ma andiamo per ordine…

In un giorno non ben precisato di quest’inverno, avevo appena fatto due ore massacranti di pole dopo una giornata massacrante al lavoro e verso le 8:30 di sera mi accingevo a mettere su i miei vestiti da lavoro a caso e trascinarmi a casa come una pazza con i capelli a cespuglio incolto (inguardabili) ed il trucco colante per ricominciare tutto daccapo il giorno dopo… quando sento che stava per iniziare un workshop: Tease and Table Dance.

Il titolo non mi diceva molto ma poi mi viene detto che è un workshop di Lap Dance che come ogni mese viene tenuto da questa ragazza ex spogliarellista. Mi viene descritto come molto interessante e divertente… mmmhhh…. ed è pure compreso nel mio abbonamento mensile.

Mi trascino a casa? O mi lancio in questa lezione e cerco di avere un assaggio della Lap Dance visto che io dico sempre che la Pole non è la Lap ma questa Lap non ho mai capito bene di che cosa si tratti?!

Decido di rimanere, ovviamente.

Devo dire che questo workshop è stato fantastico. Dopo un’ora mi sentivo pronta per poter fare un provino in un night club (cosa che però non farò mai tranquille).

L’insegnate è proprio eccezionale.

Infatti dopo una breve presentazione della sua esperienza internazionale (…apparentemente Las Vegas per l’industria del sesso è come Londra per il banking, una volta passata per lì puoi vantarti ovunque e il tuo curriculum diventa molto richiesto) è passata subito a spiegare che la Lap Dance è la danza fatta sul “lap” del “cliente”, provocandolo e stuzzicandolo. Poi ci ha spiegato la regola d’oro della Lap Dance. Il cliente non può “allungare le mani” in qualsiasi modo e come questo gli va ricordato nei momenti clou: You can’t touch me! sussurrato in un orecchio o guardandolo dritto negli occhi a pochi centimetri dal suo viso.

Poi abbiamo cominciato ad immergerci nella routine semplice ma moooolto d’effetto, immaginando un nostro potenziale partner, che lei ha tenuto a precisare poteva essere una donna od un uomo a nostra scelta, anche se lei parlava al maschile e si sarebbe riferita a lui/lei come a “your guy”: politically correct, da brava Inglese.

Il partner era immaginariamente seduto su una delle sedie di plastica malconcie che siamo riuscite a trovare nella scuola.

Io ero alquanto imbarazzata e non riuscivo a lasciarmi andare, forse perché:

  • ero l’unica a non essere truccata o vestita da figa (per non dire…) con tacco minimo 10 cm;
  • ero l’unica a sembrare una pazza uscita dal manicomio che aveva passato due ore a tirarsi i capelli e a piangere (..da qui trucco colante);
  • ero l’unica a sentirsi un po’ scema nello strusciarsi contro uno specchio con una sedia malconcia sotto di me facendo finta che lì ci fosse il mio (nel frattempo ex) ragazzo;
  • non conoscevo le altre ragazze o forse la loro foga mi aveva un po’ spaventato perché ci davano proprio dentro e sembravano delle panterone impazzite (questo punto credo sia dovuto al sangue di mia nonna che mi scorre nelle vene).

Comunque ho apprezzato l’esperienza e devo dire che il momento più  interessante è arrivato quando l’ insegnante ci ha mostrato in 10 minuti come ci si spoglia integralmente. Mi si è aperto un mondo.

Vi siete sentite delle fighe l’ultima volta che vi siete spogliate di fronte ai vostri ragazzi vero???

Avete detto “ma che ci vuole, viene NATURALE!!”???

Allora è meglio che NON andiate a questo workshop perché in 10 minuti vi accorgete di tutti gli sbagli che avete fatto, che verranno elencati uno ad uno dall’insegnante con un sorrisino sfottente verso noi spogliarelliste solo a casa e non di professione, e vi renderete conto che in realtà anche questa è arte e che, come tutto il resto nella vita, ha le sue regole, i suoi trucchi che devono essere imparati, ripetuti e assimilati fino a farli apparire spontanei e naturali (te pareva!).

Ovviamente si parte dalla maglietta/canottiera (le braccia non sono le prime ad essere liberate ma la testa!), poi si passa al reggiseno (le bretelle prima mentre si cambia mano che regge il reggiseno nel frattempo!) e poi le mutandine (troppo complicato da scrivere ma semplice da fare!)…et voilà!!! Ovviamente lei non è rimasta nuda ma aveva questi indumenti sopra i vestiti da palestra/danza.

Ho ripensato ai passaggi per giorni, come avevo potuto non arrivarci da sola!!!!!!!!! 

Il punto cruciale ora che ci erano stati svelati i segreti dello striptease è stato capire come evitare di impigliare le mutandine nelle scarpe da panterona che normalmente si indossano in quei momenti, fingendo che ci sappiamo muovere su quei trampoli, e quindi evitare di:

  • doverci piegare nude “mostrando le parti intime in maniera troppo volgare”, come precisato dall’insegnante, per capire come si sono intrecciate;
  • utilizzare le mani per strecciarle dalle scarpe, cosa vergognosa come presentarsi vestite casual in banca nella City un giorno diverso dal venerdì;
  • inciampare nelle stesse e cadere, cosa ancora più vergognosa; l’unica soluzione in questo caso è lasciare il vostro ragazzo perché lui merita di meglio.

Sicuramente la parte più divertente per me è arrivata dopo la lezione, nello spogliatoio. Le ragazze erano ancora tutte entusiaste e hanno cominciato a condividere le loro esperienze di serate passate ai night club insieme ai loro ragazzi/amici/amiche… un chiacchiericcio!

Un po’ imbarazzata, mi sono resa conto che io ero l’unica che non aveva mai vissuto un’esperienza del genere… come ho potuto?! Che ho vissuto a fare tutti questi anni?! Che vita vuota, che vuota vita, come direbbe la nostra Sandra Mondaini.

Così mi sono fatta coraggio e, visto che non avevo chiaramente nessuna esperienza da condividere, ho pensato che io e la insegnante avevamo qualcosa in comune dopo tutto e io non ero da meno rispetto alle altre…avevamo entrambe vissuto negli Stati Uniti!!!

Mi avvicino a lei quindi e le chiedo dove aveva lavorato oltre a Las Vegas visto che anche io avevo vissuto negli Stati Uniti.

Chiaramente lei non ha capito l’intento ingenuo della mia domanda perché ha cominciato ad elencare una serie di locali notturni apparentemente molto famosi nei quali aveva lavorato e mi parlava come se io (ovviamente) sapevo di cosa stesse parlando… tanto che è poi passata ad elencare nomi di locali altrettanto famosi a Londra.

Forse credendo che stessi pensando di intraprendere questa carriera qui a Londra, ha specificato i locali in cui i manager pretendevano uno spogliarello integrale e quelli in cui te la cavavi mostrando semplicemente il seno e quindi raccomandandomene alcuni da lei ritenuti migliori per iniziare.

Si vedeva che forse le facevo tenerezza perche si è proprio messa a spiegarmi questi differenti approcci nei diversi locali di Londra per 5 minuti, mentre le altre ragazze erano un po’ invidiose delle sue attenzioni e ad ogni nuovo locale che nominava annuivano facendo commenti  tra di loro ad alta voce, cosa che io potrei fare se stessimo parlando di banche inglesi.

Sono rimasta con gli occhi sgranati e non sapevo cosa dire. Non potevo spiegarle che non avevo nessuna intenzione di lasciare il mio lavoro forse noioso di audit sui modelli di gestione dei rischi finanziari della banca dopo anni di studio matto e disperato, per quello fighissimo di spogliarellista (internazionale). Non potevo dirle che fino a un’ora prima non avevo idea di cosa fosse la Lap Dance e l’unica cosa che sapevo era che non era la Pole Dance. Non potevo dirle che a 15 anni sono stata ripresa da mia nonna per essermi seduta sul lap di un ragazzo per 5 secondi, il tempo di scattare una foto.

Così dopo aver vagliato le varie opzioni nel mio cervello ho detto un semplice e banale “ohhh…grazie per tutte queste informazioni, davvero utili” e lei molto orgogliosa che la sua esperienza ora potesse servire ad altre ragazze ha concluso con un “…non farti problemi e contattami se hai bisogno di qualche consiglio più  preciso” e io “sì, certamente lo farò…” o_O.

E questo è stato il momento in cui la nerd Emily Paci si è avvicinata per un attimo al mondo luccicante ed accattivante dei night club e dello striptease di professione per poi ovviamente ri-scegliere la vita di impiegata in banca per via del sangue che le scorre nelle vene. Emily, il giorno dopo, si è presentata al lavoro con un tailleur elegante e classico facendo finta che tutto questo non fosse mai accaduto.

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Ciao sono Valentina D'Amico

Ciao sono Valentina D'Amico

Insegno pole dance online e dal vivo, organizzo eventi e ho creato la più grande community italiana di pole dance

 

Dal 2011 aiuto le poler italiane a crescere e migliorare nella pole dance.

Lo faccio con la scuola online, i corsi di persona in tutta Italia e il blog.

Qui trovi articoli pieni di consigli, suggerimenti per allenarti meglio e tante guide aggiornate per te che vuoi allenarti anche da casa.

 

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