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Samantha Fabbrini pole dance

“You beautiful legend”. Non me ne voglia Lisette Krol, ma quando ho letto il post che ha lasciato sulla bacheca di Samantha, all’indomani del suo terzo posto agli ultimi mondiali IPSF, ho pensato che non ci fossero parole migliori per descrivere questa splendida atleta. Samantha Fabbrini è indubbiamente tra le migliori pole dancer Master 40+ al mondo. Forte, precisa e impeccabile, tiene alto il nome dell’Italia nella pole dance. Per chi come me ha avuto la fortuna di conoscerla, sa anche che Samantha, oltre ad essere una fantastica atleta e un severissimo giudice, è una bravissima insegnante della Milan Pole Dance Studio capace di trasmettere tutta la passione e la grinta di questo sport. Se vi capita l’occasione, non fatevi sfuggire l’occasione di imparare (tanto) da questa donna incredibile.

Sappiamo che prima di diventare una pole dancer, eri una ballerina professionista. Hai voglia di parlarci un po’ del tuo background artistico e professionale?

Ho iniziato la carriera artistica come ballerina classica lavorando in varie compagnie di balletto, in seguito ho fatto la ballerina televisiva partecipando a vari programmi diventando anche assistente coreografa e poi coreografa a mia volta. Ho collaborato con cantanti, per videoclip e tour. Sono stata insegnante di danza classica, lirical jazz e balli caraibici. Ora dedico tutto alla pole dance.

Come hai scoperto la pole? E quando hai capito che sarebbe diventata, a tutti gli effetti, una professione?

Ho scoperto la pole dance vedendo un video di Felix Cane e mi sono detto: “Cavolo, sul palo lei balla davvero, mi piace e voglio provare”. Sono andata alla Milan Pole Dance Studio e ho comprato un pacchetto 10 lezioni. Ho iniziato ad allenarmi e, poco dopo, Krystel Arbia mi ha notata e mi ha chiesto se volevo iniziare ad insegnare ai livelli base. Ho accettato è lì ho capito che sarebbe diventato il mio lavoro.

A giugno ti sei classificata terza agli IPSF, i mondiali di pole sport. Cosa si prova durante una gara tanto importante e cos’ha significato per te quella medaglia?

È difficile per me spiegare cos’ho provato durante questo mondiale. Arrivavo da un periodo molto difficile durante il quale i miei pensieri erano rivolti altrove: il mio papi ci ha lasciato la domenica prima della gara, il martedì gli abbiamo dato l’ultimo saluto e la domenica, a una settimana esatta di distanza, sono salita su quel palco e ho fatto la gara senza averla provata molto. Ero sicuramente confusa, ma con la voglia di provare a regalargli una medaglia e lui mi ha dato tutta la forza di cui avevo bisogno. Non ti dico quando ho capito di avercela fatta, tutte le emozioni fuse tra loro: dolore, felicità, tristezza, soddisfazione, lacrime di gioia e di dolore. Insomma dentro di me c’è era un bel casino, si può dire?

Un trick che ti identifica e invece uno che proprio ti ha fatto penare?

Sicuramente quello che qualcuno chiama simpaticamente il “Fabbrini” ovvero split grip leg through plank oppure anche il tabletop. Di trick che mi fanno penare ce ne sono ancora molti, ma quando ho iniziato è stato sicuramente l’inside leg.

Parlaci un po’ della tua routine. Quante volte alla settimana ti alleni?

Fai altri allenamenti oltre quelli al palo? La mia routine è l’insegnamento. Insegno 12 ore fisse a settimana più le lezioni private, non faccio altri allenamenti. Solo sotto gara intensifico gli allenamenti, quando costruisco la performance.

Samantha Fabbrini (3)

Samantha Fabbrini pole dance (3)

Segui un regime alimentare particolare?

Posso non rispondere? Dico solo che non sono da prendere ad esempio :D.

Oltre ad essere una campionessa e un’artista, sei anche un giudice. Cosa apprezzi quando devi giudicare un’esibizione e cosa invece non perdoni?

A livello tecnico, apprezzo la fluidità dei movimenti, le linee e la musicalità. Sulle donne amo l’eleganza. Non perdono i piedi non tirati e le ginocchia non tese.

A cosa t’ispiri quando devi montare una coreografia per una gara?

In genere cerco una musica che mi stimoli, poi la ascolto prima di dormire e lascio lavorare l’immaginazione. Da lì, in genere, mi nasce l’idea.

Qualche consiglio per le ragazze che devono preparare una gara?

Fare una routine che non ti crei troppi problemi o rischi a livello tecnico facendo in modo di poterla sentire addosso e cercare di montare una coreografia ascoltando e seguendo la musica. Molto spesso vedo molte routine non costruite sulla musica.

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