Lorena Perrone pole dancer

Ho visto Lorenza fare pole dance per la prima volta ad un’Italian Pole Dance Contest. Era il 2014, io ero in giuria e lei arrivò terza nella categoria insegnanti. Ricordo di aver pensato: “da dove salta fuori questa splendida poler!“. Aveva qualcosa in più, quella scintilla che cerco ogni volta che vedo una performance di pole dance, era tutto: tecnica, forza, fluidità, ed espressività. Non a caso l’ho scelta tra gli artisti di OriginAria Festival del 2017.

Dopo il Contest la persi un po’ di vista, per poi ritrovarla su Instagram, per mia estrema gioia perché finalmente potevo seguire i suoi progressi e lasciarmi ispirare dai suoi video.

Se non la conoscete, è da conoscere. Se la conoscete credo che dopo quest’intervista l’amerete ancora un pochino di più, io tantissimo!

 

Domanda di rito, come ti sei innamorata della pole dance, quando è scattata la scintilla.

Un giorno una mia grande amica, con la quale ho ballato nello stesso gruppo per una vita , trova un volantino di una scuola di pole vicino casa e mi chiede di accompagnarla a fare una lezione di prova.

Avevo appena compiuto 19 anni, erano passati circa 5 anni da quando entrambe avevamo smesso di ballare con il nostro gruppo, mi ero appena diplomata al liceo classico, lavoravo in un ristorante, persa tra le varie facoltà universitarie, in cerca di me stessa BlaBlaBla… intenta a capire cosa avrei voluto fare da grande, con le idee più confuse e disordinate del mio armadio,  pesavo 45 kg ed ero completamente fuori forma.

Ero delusa dalla mia esperienza durata più di dieci anni nel mondo della danza, e alla  fine della lezione, in cui abbiamo imparato qualche spin base e un approccio goffo e doloroso alla salita, mi sono resa conto che avrei potuto “riciclare” tutto il mio passato da ballerina in qualcosa di nuovo, di strano, originale, qualcosa che mi permettesse di tenermi in forma, di sfogarmi fisicamente e mentalmente, qualcosa in cui avrei potuto esprimere me stessa.

Era un mondo completamente nuovo, ma non del tutto lontano da quello che ho fatto per tanto tempo, cioè ballare.

Questo era l’aspetto che preferivo, durante le lezioni non vedevo l’ora che arrivasse il fatidico momento finale del freestyle, in cui potevo mettere in pratica tutto quello che avevo imparato e aggiungerci del mio a seconda della musica che sceglieva l’insegnate.

Fino a quel momento non ero molto pratica di internet e computer, dopo un po’ di tempo e sotto suggerimento di alcune delle mie compagne di corso cominciai a spulciare tra i pochissimi video di pole dancer che trovavo su youtube. Nonostante frequentassi da un po’ i corsi non mi ero mai resa conto che anche dall’altra parte del mondo ci fossero persone con la mia stessa passione, e che le possibilità di espressione attraverso quell’attrezzo di metallo erano infinite. Così mi innamorai dell’eleganza di Jenyne Butterfly, della potenza di Oona Kivela, della flessibilità di Felix  Cane, delle gambe della Stanek ecc ecc.

Comincio quindi ad allenarmi da sola provando a copiare a caso quello che vedevo sui video, a frequentare quei pochi workshop che c’erano a disposizione e ad andare un po’ in giro per il mondo per non smettere di fare l’allieva.

Mi rendo conto che la pole , oltre ad una divertente ed efficace attività fisica, era in primis un’espressione artistica, con cui riuscivo a comunicare (con me per prima) tutto ciò che a parole e concettualmente non sarei mai riuscita ad esprimere.

E poi la musica!!! un’altra delle mie passioni , probabilmente trasmessa da mio padre, musicista e compositore per hobby. Ero entusiasta del fatto che due mie grandi passioni, una vecchia e una nuova, fossero rese imprescindibili da un palo.

Quindi non l’hai scoperta guardando un video su youtube, come è successo a molte di noi, ma sono felice che tu abbia iniziato. Ma dicci, chi era Lorenza prima di scoprire per caso la pole dance?

Prima di fare pole andavo al liceo e lavoravo come cameriera o barlady dove capitava.

Quando ho cominciato a fare pole avevo 19 anni, era una fase della mia vita in inevitabile evoluzione. Quindi al di là della pole, sono certa che da lì a poco la mia vita sarebbe cambiata drasticamente, qualsiasi scelta avessi intrapreso. Non so dire se e come la pole abbia cambiato così tanto la mia vita, ma posso dire che sicuramente ha cambiato il mio corpo (da 45kg a quasi 60 kg :-O) e il mio modo di guardarlo ed apprezzarlo. Ha cambiato il mio stile di vita, fino a 19 anni c’erano tante feste, tanto alcool, mangiavo quando mia madre mi ricordava di farlo.

Ho scoperto di avere una passione per l’insegnamento, di riuscire a motivare anche l’allievo più demotivato, di essere meno flessibile di quanto pensassi. Ho scoperto di avere una cosa in comune con mia sorella Eugenia, la pole dance. 😀

Domanda che non vorrei mai fare, perché mi ricorda che faccio pochissimo :D. Quante volte alla settimana ti alleni.

Mi alleno praticamente tutti i giorni, recuperi e impegni permettendo, ma non mi alleno tutti i giorni al palo. Ci sono giorni in cui provo un odio profondo per il palo e prima che tra me e lui si stabilisca una tregua possono trascorrere settimane. Mi alleno al palo solo quando sono nella condizione mentale di farlo, quando sono ispirata da qualcosa, qualsiasi cosa.

Questo per quanto riguarda la pole. Per tutto il resto riesco ad essere più disciplinata. Studio Capoeira da circa 2 anni, attività da cui traggo tantissimi stimoli e che soprattutto mi permette di essere allieva 3/4 volte a settimana . Un’altra occasione che ho per tornare ad essere allieva è l’allenamento funzionale. Mi alleno con il miglior coach che avrei mai potuto desiderar, Mattia Patruno. Nel mio lavoro come in quello dei miei colleghi insegnanti è fondamentale essere sani. Se non c’è la condizione fisica ottimale per lavorare, non si lavora. Grazie a mattia e al suo lavoro riesco a mantenere il mio corpo forte ed equilibrato.

E poi ci sono giorni in cui arrivo in palestra, senza neanche riscaldarmi, mi copro dalla testa ai piedi, mi sdraio per terra e comincio a muovermi libera sul pavimento usando varie tecniche di floorwork alternate al puro movimento libero.

E quando non ti alleni chi sei, cosa fai, cosa ti piace fare. Ad esempio guardare Netflix, leggere un libro , mangiare patatine sul divano, shopping, a cena fuore, qualunque cosa vale.

Quando non mi alleno, insegno e gestisco il mio studio, il Monkey Lab Aerial Studio di Roma, insieme a mia sorella Eugenia, attività che assorbe la maggior parte delle nostre giornate. oppure mi riposo. Trascorro molto tempo ad ascoltare musica, alla ricerca di canzoni su cui immaginare coreografie e da inserire nelle mie playlist.  Amo viaggiare con il mio ragazzo, pianificare viaggi in giro per il mondo che non potremo mai permetterci hahahaha,  giocare con i nostri gatti.

Mi piace tantissimo mangiare quindi quando ho tempo libero vado alla ricerca di ristoranti nuovi. Cerco di ritagliare del tempo da dedicare alle mie migliori amiche, anche in questo caso l’attività principale in genere è mangiare e bere 😀 .

 

Le cinque o i cinque pole dancer che vorresti chiudere nel tuo studio per potertici allenare tutti i giorni

Non saprei elencare 5 pole dancer che preferisco in assoluto. Ogni pole dancer  ha un aspetto che ammiro, dalle linee, all’originalità delle combinazioni, dalle canzoni su cui si esibisce al modo in cui interpreta il più semplice dei movimenti fino a  renderlo irriproducibile.

 

Che consiglio daresti alle lettrici di Pole Dance Italy per migliorare nella pole dance

Non ho nessun consiglio da dare ai lettori di pole dance italy, ma se volete fare come me promettetevi di non smettere mai di essere allievi.

 

Puoi continuare a seguire Lorenza su Facebook, Instagram e anche sulla pagina facebook della scuola Monkey Lab Aerial Studio e su Instagram.

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