Due titoli nella ginnastica ritmica, campionessa italiana di specialità FGI alle clavette nel 2001 e argento alla fune nel 2003, per poi passare con successo alla pole dance.

Oggi ho intervistato Laura Vigna, pole dancer, atleta e insegnante.

Nel 2015 si è aggudicata il primo posto semi-pro IPSF 2015, finalista competitive IPSAF 2016-17, e nel 2017 terzo posto al Pole Theatre Poland.

La conosco da qualche anno e di lei mi è sempre piaciuta la determinazione, la curiosità che la porta ad affiancare altre discipline alla pole dance, il carattere diretto e senza troppi giri di parole,  e soprattutto la passione che ci mette nell’insegnamento e nel nostro amato sport.

 

Ciao Laura grazie per il tuo tempo. So che prima di fare pole facevi ginnastica ritmica, un po’ il sogno di tutte. Ma raccontaci come sei arrivata alla pole dance.

Sono Laura Vigna, ho 37 anni e faccio sport da quando ne ho 5.
Ho iniziato con la danza classica, praticando poi per 18 anni la ginnastica ritmica agonistica.
Quando mi sono ritirata a 25 anni ero ormai l’highlander delle ginnaste (!!), ma nonostante tutti mi dicessero che ero vecchia, non avevo la minima intenzione di gettare la spugna. Così ho iniziato a cercare un altro sport che fosse anche per adulti, e col quale avrei potuto continuare ad utilizzare le mie conoscenze. Ho trovato la capoeira, di cui mi sono innamorata e che ho praticato intensamente per 5 anni, andando anche in Brasile in una vera scuola di Salvador di Bahia per fare pratica.
Tuttavia la capoeira è un’arte marziale, che mi è servita tantissimo per la difesa personale, ma ho capito che la mia indole è troppo pacifica e mi mancava la ‘malicia’, cioè quella capacità di vedere il punto debole dell’avversario. Quando ho scoperto la pole dance ho capito che QUELLO era davvero lo sport per me.
Ho avuto la fortuna di avere come insegnante in Svizzera Yevgenia Stoecklin, pluricampionessa svizzera di origini ukraine, dalla quale ho imparato tantissimo sia come allieva che come insegnante, quando diversi anni dopo ho avuto la possibilità di dare lezioni nel suo studio a Zurigo.

Come influenza la capoeira il tuo cammino da pole dancer?

C’è una bellissima contaminazione tra queste due discipline: la capoeira offre elementi acrobatici che sono in parte comuni alla breakdance, alla ginnastica artistica e al kung fu, ma in buona parte sono totalmente originali. Questo offre stupendi spunti per il floorwork delle mie coreografie di gara.
Adoro inoltre sperimentare e cercare di applicare gli elementi acrobatici a terra (sui gomiti, sulla testa, in verticale, etc etc) al palo.
Da qui l’idea del workshop di ‘caPOLEira’ che terrò ad Originaria Festival il 5-6-7 ottobre.

Cos’è per te la pole dance?

La pole dance per me è un meraviglioso mix di discipline, che mi permette di non fermarmi mai, di spingere a migliorare la mia fluidità, la flessibilità, la forza e molto altro.
Essendo una persona che si annoia facilmente, e cerca continuamente nuovi stimoli, questo sport è in assoluto quello in cui mi sono annoiata meno!

Quante volte alla settimana ti alleni, ma soprattutto so che non ti alleni solo nella pole dance.

Mi alleno quasi tutti i giorni. Pratico una volta alla settimana yoga per la flessibilità e una volta alla settimana Calisthenics per il rinforzo muscolare.
Cerco di fare almeno un allenamento cardio alla settimana (camminare o correre). Sotto gara è fondamentale per migliorare la resistenza.
Gli altri giorni mi alleno al palo, non solo provando nuovi trick o combo ma anche in freestyle o riprendendo combinazioni semplici, filmandomi e correggendomi.

Sotto gara mi affido alle correzioni di Debora Maida, e da poco avendo iniziato a fare gare di Pole Theatre ad una carissima amica attrice teatrale. Una grande professionista chye mi segue per quanto concerne interpretazione, luci e parte scenica. E poi quando possibile prendo lezioni di danza contemporanea.

Come è cambiata la tua vita da quando fai pole dance?

È cambiata decisamente in meglio. A parte il fatto di aver dovuto cambiare metà armadio, perché di spalle non entravo più nelle maglie, ma questo è un classico.

Qual è stato il tuo momento più difficile?

Il mio momento più difficile è proprio ora. Durante un salto in allenamento di capoeira in marzo, in un momento di disattenzione, ho girato i piedi nel verso contrario al busto mentre stavo caricando, causando la rottura totale del legamento crociato anteriore e menisco.

Questo ha implicato un fermo della mia attività sportiva di 6 mesi (tra immobilizzazione, intervento e riabilitazione) e la mancata partecipazione al Pole Theatre UK e Pole Theatre Greece, dove ero stata selezionata. Due palchi da paura, dove non vedevo l’ora di mettermi in gioco. È un infortunio grave e pesante, ma gli incredibili progressi della scienza mi permetteranno di avere un ginocchio come nuovo.
Per questo sono infinitamente grata alla vita e non mi abbatto.

Impegno dalle 2 alle 3 ore al giorno nella riabilitazione e guardo avanti.

Cosa consigli alle lettrici di Pole Dance Italy per evitare infortuni?

Per quanto banale la cosa importante è: qualunque movimento facciate fatelo pensandoci.
Molti sportivi si fanno male in momenti di disattenzione. Anche io mi sono fatta male così, praticando un movimento banalissimo con la testa sulle nuvole.
Se siete troppo stanchi o non siete lì con la testa quel giorno, concedetevi un giorno di riposo piuttosto. Il vostro corpo vi ringrazierà.

Se invece vi è capitato un infortunio, quello che consiglio è di farsi un viaggio interiore e capire perché è successo per poter imparare dai propri errori.
Inoltre chiedersi perché la vita ci ha dato questo, in questo determinato momento. Tutto ha un senso, tutto è volto a farci capire qualcosa.
Per me il senso è stato farmi aprire gli occhi su altri aspetti della mia vita che sottovalutavo. Ognuno di noi troverà il proprio.

Di te adoro il fatto che non ti fermi mai e questo significa trovare insegnanti che ti aiutino nella tua crescita. Abbiamo parlato di stretching molte volte e so che il tuo rapporto è molto interessante, ci dici come funziona.

Diciamo che ho un approccio molto particolare alla flessibilità, abbino il concetto di stretch estremo all’idea di rilassamento. L’obbiettivo è abituare il proprio corpo a certe posizioni, rilassare i muscoli evitando inutili tensioni e allarmi che vanno a creare contratture e infortuni. Ho fatto diversi workshop di Pole e Flessibilità in varie scuole di pole in Italia e in Svizzera.
Anche questa lezione sarà presente a Originaria. Non vedo l’ora!

Qual è il tuo sogno nella pole dance?

Una piccola parte del sogno si è avverato, insegnerò pole dance a Faenza, la mia città,presso la palestra Devil Gym. L’altro è continuare a gareggiare per confrontarmi con pole dancer di tutto il mondo!

 

Video divertenti sulla pole dance che ho girato per la DEOX:
https://www.youtube.com/watch?v=pszHLOJnMi4

https://www.youtube.com/watch?v=w_QYoCUZhZ0
https://www.youtube.com/watch?v=NVg-vtwmeSs

Quali sono i link social dove le persone possono trovarti
Mio instagram: @laurapoledancer

 

 

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